Salta al contenuto
Rss




Oratorio di Calasca Dentro Già dal secolo XV gli abitanti di Calasca "interiore" - così si chiamava allora la frazione e "intus" nel gergo latino - si riunivano per le decisioni importanti di carattere collettivo presso la piazzetta della cappella detta di S. Maria (come quella di Vigino).
L'edicola sorgeva, secondo alcuni, nel luogo dove in seguito fu costruito l'oratorio, mentre secondo altri, presso l'attuale fontana-lavatoio, "il burné". Attorno ad essa si radunavano i capofamiglia "per trattare gli affari comuni e della vicinanzia", alla presenza delle autorità preposte.
Restano a testimonianza alcuni documenti scritti in latino, come quello rogato il 12 giugno 1583 dal notaio Antonio Lossa della Motta, in giorno di domenica, indizione undicesima.
In esso, dopo il lungo elenco delle persone presenti, si stabilisce che è severamente proibito tagliare o sfrondare piante sia piccole che grosse di casta- no, rovere e faggio, "dal Riale in dentro, tanto verso ovago che verso il solivo, nel tenso e nel faito... ", come pure "li brinciul" (ginepri), sotto pena di gravi multe.
Il ricavato di queste multe veniva suddiviso in tre parti uguali: un terzo andava alla "Fabrica della Chiesa di S. Antonio", ossia alla parrocchia; un'altra parte al consorzio degli accusatori per invogliare la stretta vigilanza e il rimanente al pretore di Vogogna che aveva l'autorità di fare rispettare le sanzioni.
Poco alla volta, con l'andar del tempo, anche in questo "terziere" sorse l'idea di erigere un oratorio con un cappellano proprio. Ma la cosa non era semplice: occorreva parecchio denaro per la costruzione dell'edificio sacro e poi ancora dell'altro per il mantenimento del cappellano stesso.
La prima riunione ufficiale per l'edificazione di questo oratorio venne fatta il giorno 11 settembre 1680 "colla promessa di una dote di dieci messe annue", ma per la realizzazione del progetto bisognerà aspettare ancora molto tempo.
I lavori iniziarono verso la metà del secolo successivo, ma per "l'impotenza e la povertà delli uomini del terziere" - si legge in un manoscritto del 1760 inviato alla Curia di Novara - proseguirono molto a rilento.
Finalmente il 14 maggio 1763 - grazie ad un generoso legato di 4 messe settimanali istituito da Giuseppe Tamini e grazie anche all'anticipo di una cospicua somma di denaro, sempre da parte sua - la "fabrica" poté riprendere e giungere velocemente al termine nel 1766. In questo anno infatti, con bolla datata 8 luglio, il papa Clemente XIII concesse la facoltà di celebrare la messa in questo nuovo tempio dedicato alla Madonna del Buon Consiglio e degli Angeli.
Inoltre, anche la stessa pala dell'altare, rappresentante la Madonna del Buon Consiglio (la Vergine di Genazzano), in un riquadro in alto sostenuto e circondato da angeli oranti e sotto S. Giuseppe e S. Antonio di Padova, porta la data del 1766.
Essa fu donata da Antonio Tognola, il quale l'anno successivo portò da Roma in beneficenza anche i quadri della Via Crucis.
La chiesa - benedetta l'li agosto 1771 - era finita, ma mancavano ancora gli arredi sacri necessari ed alcune opere di miglioria, tanto è che 30 anni dopo, sulla fine del secolo, fu indetta ancora una sottoscrizione pubblica fra i focolanti del cantone per coprire le ultime spese. Se le famiglie locali furono molto generose, non meno si dimostrarono gli emigranti, maggiormente danarosi.

Bibliografia:
Tratto da:
"Calasca e Spigolature di Valle"
A cura di Andrea Primatesta, Arciprete di Calasca - 15 Luglio 2005
Tutti i diritti riservati





Inizio Pagina Comune di CALASCA CASTIGLIONE (VB) - Sito Ufficiale
Localita' Antrogna n. 70 - 28873 CALASCA CASTIGLIONE (VB) - Italy
Tel. (+39)0324.81007 - Fax (+39)0324.81251
Codice Fiscale: 00421690033 - Partita IVA: 00421690033
EMail: comune@comune.calascacastiglione.vb.it
Posta Elettronica Certificata: comune.calascacastiglione@legalmail.it
Web: http://www.comune.calascacastiglione.vb.it


|